Che cos'è, in fondo, Paciughi

Tre brevi capitoli per capire cosa siamo e quale è la nostra idea. Perché per collaborare è importante conoscersi bene.

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Perché ci chiamiamo Paciughi

Sul nome ci abbiamo pensato parecchio: volevamo qualcosa che raccontasse chi siamo, con un po' di disordine e di allegria. «Paciughi» magari fa un po' acrobazie per tenere insieme tutto questo, ma è una parola che noi liguri ci portiamo dietro fin da piccoli: dai genitori che ci dicevano di non paciugare, ai pasticci sui quaderni per cui venivamo ripresi a scuola.

È proprio per questo che ci è venuto spontaneo legarla all'imparare, a quel modo di scoprire il mondo fatto di prove, errori e mani in pasta: lo stesso modo con cui vorremmo farvi scoprire il mondo della creatività.

02

Un posto che cambia con chi arriva

Abbiamo creato il nostro spazio in modo che il contorno si metta in punta di piedi e lasci libero sfogo alle/ai nostre/i ospiti. I muri hanno poche decorazioni, i mobili sono pratici e dai colori neutri, le aree sono modulabili e vive. Com'è fatto Paciughi lo decide di volta in volta chi viene ospite, in base a quello che desidera fare qui.

Vuole proporre i suoi prodotti? Perfetto. Vuole raccontarsi o condividere le sue competenze? Lo spazio è suo, ed è pensato per plasmarsi su chi lo vive e su quello che vuole portarci dentro.

03

Quello che speriamo possa succedere

Paciughi è un esperimento in cui crediamo molto. Siamo convinte che possa aiutare a diffondere la cultura dell'artigianato e della creatività, dando un modo in più di emergere alle persone che si affacciano per la prima volta in questi mondi e offrendo uno strumento ulteriore a chi invece un pubblico lo ha già.

Vogliamo anche dare il nostro contributo a un tipo diverso di turismo. Ci piacerebbe che il nostro bellissimo paese fosse conosciuto non solo per il mare e le spiagge, ma anche per il suo sottobosco culturale che in questo modo speriamo di andare ulteriormente a stimolare.

Le due che tengono aperto

Beatrice con due tazze in mano

Beatrice

Mi piace far incontrare le persone e diffondere la cultura del fatto a mano. Sono convinta che conoscere chi crea le cose cambi il modo in cui le guardiamo, e ci aiuti ad attribuirgli il giusto valore.

@arbanella_art →
Giulia che salta con una matita e un tablet

Giulia

Porto fogli e matite dove capita: scuole, comunità, laboratori. Disegnare è il modo in cui mi piace creare connessioni tra le persone, cercando di abbattere le barriere che hanno altre forme di comunicazione.

@giuliadelmonts →